La lean che vorrei – 24 ottobre, Corciano (PG)

Cosa c’è di male nel desiderare un’azienda profittevole e che tenda all’eccellenza.
Un’azienda capace di generare ricchezza e coinvolgere tutte le parti interessate.
Un’azienda in cui non ci sono prevaricazioni, ma ogni attore ha compreso il ruolo e agisce in piena sintonia.
Sogno o realtà ?
Un’azienda orientata al cliente che instaura un rapporto di reciproca fiducia, innovativa perchè tende al miglioramento
dell’organizzazione, dei processi, prodotti e servizi.
Un’azienda che non invecchia nè nei processi, nè nella cultura, in grado di muoversi in modo coerente e rimanere
competitiva nella proposta, nei processi, nei prodotti e nell’organizzazione.
Un’azienda che investe in un progetto lean, accetta la sfida di trasformarzione del suo passato ed investe sulle persone,
nel territorio.
Può un metodo basato sul riordino, eliminare ciò che non serve, riordinare tutto senza tralasciare nulla?
Secondo le tecniche convenzionali di selezione, ordine e riorganizzazione i metodi proposti sono efficaci e dagli anni
80 Motorola, Ge, Abb hanno fatto scuola. I ritorni sono misurabili a breve, lunghi esercizi di pianificazione e simulazioni sono sorpassati da valutazioni di flussi di valore. I risultati sono visibili in due settimane.
Il risultato è vedere insieme, commentare e apprendere facendo.
Ne parleremo con prof. G. Arcidiacono Università Marconi di Roma, Cesare Ceraso Direttore di produzione di Stanley
Black & Decker, Fabio Innocenti CPO Eli Lilly, Stefano Ruffini Corporate Director Circor International, manager che
hanno maturato esperienze significative.

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