Elenco dei post per la categoria: Infrastruttura

Quanto costano un blocco informatico e un’azienda ferma?

Il trattamento di dati e informazioni è parte integrante del processo produttivo di ogni azienda.
L’impossibilità di accedere ai dati o di utilizzare le applicazioni con cui si manipolano tali dati impediscono quindi di conseguire l’oggetto sociale.
Il che causa un danno all’azienda.
Il seminario illustra che cosa può interrompere la disponibilità del sistema informativo, come calcolarne il danno derivante e come valutare la soluzione di continuità operativa adeguata alle proprie esigenze.

Questo è il tema di cui ci parlerà Andrea Veca, Ceo di ACHAB.

Andrea Veca parteciperà all’evento dal titolo “Cyber Security & Privacy – Incidente: quale impatto economico ha sull’azienda?” il giorno 21 ottobre c/o Villa Gens Camuria – Camerano (AN).

Eventbrite - Cyber Security & Privacy - Quale impatto economico sull'azienda?

Presente sul mercato da 22 anni, Achab, è specializzata nella distribuzione agli operatori del mondo ICT (VAR, ISV, MSP) di soluzioni software a valore.  Nel corso degli anni, l’azienda è diventata un punto di riferimento unico per l’intera infrastruttura ICT delle piccole e medie imprese, grazie a soluzioni che garantiscono ai clienti la possibilità di perseguire gli obiettivi di business in maniera efficiente ed efficace.

Obiettivo dell’azienda è creare infrastrutture IT semplici e ad alte prestazioni, in grado di far fronte all’attuale complessità del panorama IT e migliorare la qualità delle soluzioni, nonché il rapporto tra clienti finali e rivenditori. Dalla scelta dei prodotti, alla loro commercializzazione, all’erogazione dei servizi che li completano, la missione di Achab è semplificare la vita dei rivenditori e di conseguenza degli utenti finali, supportandoli nella crescita del business.

L’offerta di Achab risponde efficacemente a tutte le principali esigenze delle aziende: messaggistica, sicurezza, disaster recovery & business continuity, virtualizzazione, gestione della rete e backup.

Punto di forza di Achab sono i brand emergenti, che l’azienda identifica e porta in Italia. Sempre alla ricerca di soluzioni in grado di ottimizzare il TCO dei sistemi, Achab offre soluzioni selezionate presso i migliori produttori software mondiali con i quali crea un rapporto di collaborazione diretto.

Sul mercato italiano, la società collabora con una rete di oltre 1600 rivenditori qualificati, in grado di rispondere a ogni esigenza degli utilizzatori finali, dalla consulenza di prevendita fino alla consegna della soluzione chiavi in mano, dalla formazione alla manutenzione. Iniziative costanti, programmi ad hoc e sessioni di formazione dedicati supportano e consolidano la partnership di Achab con i propri rivenditori.

Fondata nel 1994, Achab ha sede unica a Milano e impiega 23 persone. Attualmente, sono oltre 25.000 le piccole e medie aziende italiane che utilizzano i prodotti distribuiti da Achab.

Sito web: www.achab.it

Andrea Veca – CEO ACHAB

Nato a Milano nel 1967, Andrea Veca è fondatore e amministratore delegato di Achab.  Inizia la sua carriera professionale come consulente presso la società di ingegneria Austroconsult di Vienna e, successivamente, si occupa di sicurezza dell’informazione per lo Stato Maggiore Marina.

Nel 1994 fonda Achab, dove svolge all’inizio un ruolo tecnico per diventarne più tardi amministratore delegato. Dal 2007 al 2009 è stato amministratore delegato di CiDica SpA.

Oggi è alla guida di Achab, gestendo il team che seleziona le migliori tecnologie internazionali da portare sul mercato italiano. Andrea Veca contribuisce inoltre attivamente a RadioAchab con un podcast per condividere le competenze maturate negli anni e la sua passione per la tecnologia con tutti i professionisti del settore.

Andrea Veca ha conseguito una laurea in Ingegneria Elettronica presso il politecnico di Milano e un master in Network Systems presso il centro Cefriel.

Eventbrite - Cyber Security & Privacy - Quale impatto economico sull'azienda?

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SI FA PRESTO A DIRE CLOUD, 27 Novembre Ancona

Secondo il Rapporto Assinform 2015 realizzato in collaborazione con NetConsulting, il CLOUD è il primo fra i segmenti a guidare le previsioni di crescita 2015 del mercato ICT. Sullo sfondo di questo panorama, l’evento metterà in evidenza gli orientamenti delle aziende nella scelta dei servizi Cloud, delle piattaforme Private, Public o Hybrid e dei partner tecnologici capaci di fornire supporto concreto nel processo di migrazione e nella comprensione dei reali costi/benefici. Inoltre verranno analizzate le Criticità tra Governance e Sicurezza.

Quali sono le sfide a cui le aziende sono chiamate nell’adozione di un sistema CLOUD?

In tale contesto quale il ruolo dei decisori dell’IT? E come cambiano le responsabilità e le competenze dei CIO?

PARTNERS

Per rispondere ai quesiti , sarà fondamentale il contributo dei partners quali MICROSOFT e NetConsultingCube, i quali condivideranno studi e analisi di casi.

PATROCINIO



DATA E LOCATION

27 NOVEMBRE – ore 16:00-19:30

c/o CONFINDUSTRIA ANCONA

Via Ing. Roberto Bianchi, ANCONA

LEGGI LA BROCHURE



PARTECIPA

(Iscrizione entro e non oltre il 24 Novembre)

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Il CLOUD infrastrutturale nelle aziende italiane

Nel mese di settembre 2015, NetConsulting cube ha lanciato una breve web survey rivolta ai decisori delle aziende con l’obiettivo di capire quanto è diffuso tra le imprese italiane il ricorso ai Cloud Services di tipo infrastrutturale messi a disposizione dai Cloud Service Provider ed il relativo livello di soddisfazione.

Dall’indagine emerge che il servizio IaaS attualmente più diffuso (Figura 1) è quello dei server as a service (il 38,3% delle aziende sta già facendo uso di risorse computazionali erogate sotto forma di servizio), mentre i Cloud Services di tipo infrastrutturale sui quali si concentrano le attese di investimento fanno riferimento all’erogazione as a service di componenti storage, di soluzioni di backup e di disaster recovery.

Questi dati vanno interpretati avendo presente il diverso approccio al Cloud delle Imprese italiane.

Molte Aziende avviano il processo di migrazione verso il Cloud implementando dapprima una piattaforma Cloud di tipo Private, gestita dall’organizzazione IT interna su infrastruttura proprietaria, così da poter tenere in house Applicazioni e Core Business, avvalendosi invece dei servizi IaaS erogati dai Cloud Service Provider per l’esternalizzazione delle attività complementari, a supporto e a tutela del Business; il risultato di questo approccio è un ambiente Cloud di tipo ibrido, che richiede l’integrazione tra la piattaforma di Private Cloud e quella di Public o Virtual Private Cloud.

Le aziende che invece hanno sperimentato per anni la gestione in outsourcing del loro sistema informativo, apprezzandone i vantaggi, tendono a proseguire sulla strada dell’IT sotto forma di servizio, decidendo di spostare le loro applicazioni sulla piattaforma del Cloud Service Provider che offre loro le migliori garanzie in termini di SLA di servizio e di sicurezza, generalmente associate a servizi di tipo Virtual Private Cloud.

E’ indubbia la preferenza delle Aziende italiane per i servizi Cloud di tipo Virtual Private (Figura 2), come dimostra la web survey, dalla quale emerge che a farne uso è il 68% delle Aziende, mentre i servizi di Public Cloud sono impiegati dal 44% delle Aziende; da questi stessi dati si evince che in diverse organizzazioni si ricorre contemporaneamente al Public Cloud e al Virtual Private Cloud, scegliendo l’uno o l’altro in funzione delle esigenze di Business, dei requisiti tecnologici e degli ambiti di applicazione, con il vantaggio di catturare il Valore offerto da entrambi i modelli.

Per quanto riguarda il livello di soddisfazione dei servizi IaaS in uso, si rileva (Figura 3) che mediamente il giudizio è positivo: i servizi non vengono giudicati ottimi, ma certamente buoni (per il 58% delle Aziende) o abbastanza buoni (per il 21% delle Aziende). Indagando gli aspetti che non soddisfano o non soddisfano abbastanza, la web survey evidenzia (figura 4) due problemi principali: il primo e più importante fa riferimento al supporto offerto al Cliente in termini di reattività e di efficacia, mentre il secondo alle funzionalità offerte.

Oltre il 50% delle Aziende lamenta la mancanza di un supporto immediato da parte del Cloud Provider a fronte di una richiesta di assistenza, mentre il 47% segnala l’erogazione di un supporto non efficace o non abbastanza efficace. Questi dati evidenziano un aspetto critico dei servizi di Cloud Computing: chi gestisce le Operations? Quando i servizi IaaS in uso sono di tipo unmanaged tutte le attività di configurazione e gestione delle macchine virtuali sono a carico del Cliente, che in molti casi non è in grado di operare in completa autonomia, specie nelle aziende di piccole e medie dimensioni. Diventa dunque critico il supporto del Cloud Service Provider e quando quest’ultimo non si rivela all’altezza delle aspettative, ad essere danneggiato è il Cliente che non solo non riesce a liberarsi completamente della complessità dell’IT, ma si trova anche a dover gestire una serie di operazioni IT del tutto nuove o per le quali non ha le adeguate competenze.

Il secondo aspetto dei servizi IaaS che, per ordine di importanza, non soddisfa abbastanza le Aziende è relativo alle funzionalità offerte, che si rivelano insufficienti rispetto alle attese, e all’impossibilità di adattare il servizio proposto ai requisiti tecnologici e funzionali del sistema informativo; qualche esempio: talvolta il problema è legato all’impossibilità di configurare il servizio IaaS con il sistema operativo richiesto dall’applicazione che si vuole portare in Cloud; in altri casi è l’assenza di template specifici per ambienti Web o Database, oppure la non disponibilità di una soluzione automatica di backup. Queste criticità evidenziano la difficoltà di trovare un giusto compromesso tra le caratteristiche tipiche del modello Cloud, standardizzazione e industrializzazione del servizio, e le esigenze delle Aziende utenti che, pur apprezzando il Cloud, faticano ad abbandonare un paradigma IT basato sulla progettualità e sulla personalizzazione delle soluzioni IT.

E’ interessante evidenziare anche una terza area di relativa insoddisfazione: si tratta del mancato risparmio realizzato con i servizi IaaS rispetto alle corrispondenti soluzioni on-premise, segnalato dal 40% delle Aziende; questo risultato non sorprende in quanto la preferenza per le soluzioni di Virtual Private Cloud e tra queste per quelle managed determina inevitabilmente un aumento del prezzo del servizio, imputabile alle componenti di progettualità, personalizzazione e gestione del servizio.

FONTE: http://www.netconsultingcube.com

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Analisi costi-benefici nell’azienda collaborativa – IDC

“Dalle ricerche più recenti di IDC emerge con chiarezza che le aziende italiane sono consapevoli che le soluzioni di UC&C generano molteplici benefici, ma i vincoli di budget con i quali i dipartimenti IT devono fare i conti sono un ostacolo, soprattutto quando i ritorni sull’investimento sono difficili da quantificare.” Questo è ciò che è emerso in occasione dell’evento “L’azienda collaborativa come motore per il business” tenutasi il 20 maggio a Firenze.

A dimostrazione di ciò è stato messo in luce il caso Nuvola italiana di Telecom Italia, che mette a disposizione la connettività a larga banda e le infrastrutture di data center su tecnologia e piattaforma HCS di Cisco. Il focus si è centrato sull’analisi costi-benefici delle soluzioni UC&C che portano benefici intangibili, come un migliore time-to-market, maggiore produttività individuale, migliore qualità della vita lavorativa. “Per iniziare un percorso di adozione di queste tecnologie è sempre più importante avere un quadro chiaro anche sui benefici tangibili (quali recupero dei costi relativi alle infrastrutture legacy, riduzione dei costi legati alle trasferte e alla mobilità delle risorse, risparmio sostanziale sui costi complessivi di mantenimento delle infrastrutture), che si possono ottenere e, in particolare, sulle dimensioni degli impatti positivi nel tempo.”

“Nel corso dell’analisi sono stati evidenziati i fattori che si rivelano decisivi per trarre i maggiori benefici dall’implementazione delle piattaforme di UC&C. L’articolazione multisede rappresenta il fattore che incide in misura maggiore sul rendimento economico-finanziario delle soluzioni di UC&C, determinando in misura sostanziale la sensitività complessiva del modello. Anche l’ampiezza e la progressività del processo di trasformazione sono fattori che incidono in misura significativa nel dischiudere i maggiori vantaggi di tali soluzioni: nello scenario simulato, quanto maggiore è la quota di dismissione del legacy PBX tanto maggiori sono i risultati in termini di efficienza economica; da un altro punto di vista quanto più graduale è il processo di dismissione, con dilazione nel tempo dei costi relativi al passaggio sulla nuova infrastruttura, tanto maggiori sono i risultati in termini di ritorno sugli investimenti, sebbene si estenda necessariamente il tempo di rientro.”

N.B. Esclusivamente per i soci Club Ti Centro è a disposizione il white paper della ricerca IDC “L ‘ a n a l i s i  c o s t i – b e n e f i c i  d e l l e  s o l u z i o n i  d i  C o m u n i c a z i o n e  e  C o l l a b o r a z i o n e  I n t e g r a t a .  L i n e e  g u i d a  p e r  v a l o r i z z a r e  g l i  i n v e s t i m e n t i”

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L’AZIENDA COLLABORATIVA COME MOTORE PER IL BUSINESS

REGISTRATI ADESSO *** SCOPRI L’AGENDA

Club Ti Centro invita a partecipare al convegno “L’AZIENDA COLLABORATIVA COME MOTORE PER IL BUSINESS” il 20 maggio a Firenze, una delle location in cui farà tappa il roadshow con focus tematico incentrato su  “CLOUD E MOBILITY RIDISEGNANO I PROCESSI DI COMUNICAZIONE PER AUMENTARE PRODUTTIVITA’ E COMPETITIVITA’”

Lavorare da remoto e in movimento è oggigiorno una pratica molto diffusa dalle aziende che vogliono competere nei
mercati attuali. Tuttavia migliorare l’efficienza nei processi di collaborazione e di comunicazione all’interno e all’esterno delle società diventa sempre più complesso.

Secondo IDC, molte aziende stanno guardando con crescente attenzione a soluzioni di comunicazione che permettano di accelerare la transizione verso una più intensa collaborazione, sfruttando i vantaggi offerti dagli strumenti di Mobility e Cloud.

Visualizzi l’infografica sul panorama delle le soluzioni di UC&C

Le soluzioni di Unified Communications & Collaboration permettono infatti di acquisire importanti benefici:

- migliorare il time to market

- rendere la collaborazione e comunicazione più agile ed efficiente

- aumentare la produttività individuale

- migliorare il supporto al lavoro da remoto o in mobilità

Tutti i partecipanti riceveranno il White Paper IDC  “L’analisi costo beneficio delle soluzioni di Comunicazione e Collaborazione Integrata. Linee guida per valorizzare gli investimenti”.

Partecipi alla tappa di Firenze il 20 maggio e avrà modo di capire come avviare questo iter di innovazione, confrontarsi sui pain point e le sfide da affrontare.

La partecipazione è gratuita, la disponibilità limitata per cui sarà data precedenza alle aziende utenti finali.

Si intenderanno accettate le iscrizioni che riceveranno conferma dal team IDC.

DESTINATARI

L’evento è rivolto ad aziende utenti finali e ai dipendenti delle seguenti tipologie di aziende:

Pubblica Amministrazione e Sanità

Banche e Intermediari Finanziari

Manufacturing

Retail e Grande Distribuzione Organizzata

Aziende di trasporto e logistica

Utilities / Energy

Poste

Aerospace

Media and Entertainment (agenzie stampa, testate giornalistiche, portali web, canali televisivi ecc.)

Servizi alle aziende (agenzie di comunicazione e marketing, associazioni, intermediari immobiliari, servizi di hospitality, servizi alle persone,servizi ambientali ecc.)
Inserendo nel form di iscrizione “VIP Club TI”, i soci Club Ti Centro dopo l’evento riceveranno in esclusiva i report IDC:

- Social Media Analytics Survey: utilizzo, misurazione e ritorno di progetti social media nelle medie e grandi imprese
italiane

- Big Data e Analytics nell’Agenda 2014 dei CIO

- Cloud in Italia: a che punto siamo arrivati, cosa ci aspetta adesso

BROCHURE

INVITO CLUB TI CENTRO

Per informazioni e registrazioni:

Mara Barbero, Conference Director, IDC Italia

mbarbero@idc.com 02 28457373 – 340 6087442

Sito dedicato

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