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CIO SURVEY 2016 – Ancona 29.09

ClubTiCentro e l’Ordine degli Ingegneri di Ancona presentano

CIO SURVEY 2016

Digital Disruption e riduzione del ciclo di vita del Business

29 Settembre 2016 – ore 14:30

UNIVPM – Facolta’ Ingegneria (Aula Azzurra)
Via Brecce Bianche, ANCONA

IN ANTEPRIMA NAZIONALE

Verranno presentati i risultati della CIO SURVEY 2016 realizzata da KPMG/HARVEY NASH.
Il convegno nasce dall’iniziativa congiunta di CLUBTICENTRO e l’ORD. INGEGNERI ANCONA con il patrocinio dell’Università Politecnica delle Marche al fine di fornire dati e strumenti alle aziende e al settore ICT per affrontare in modo innovativo e creativo i cambiamenti organizzativi e le nuove sfide della Digital Disruption.
L’evento vedrà la partecipazione di speakers di primo piano appartenenti a Politecnico di Milano, Università Politecnica delle Marche, Praxi, AISIS, Regione Toscana e di importanti players internazionali quali KPMG e Nolan Norton.

Tanti i temi e le questioni che verranno trattate partendo dai dati della survey:

  • quali sono le sfide dell’organizzzione ICT vs i nuovi modelli di business?
  • quali le decisioni prese dai CIO per rispondere alla Digital Transformation?
  • quali gli strumenti più utilizzati e come si muovono gli investimenti?
  • come rispondere ad una veloce riorganizzazione dei processi aziendali? come estrarre conoscenza tramite il process Mining?

Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda che vedrà CIO di primarie aziende del pubblico e del privato confrontarsi in un dibattito aperto con i relatori.

AGENDA


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CLUBTI Aperitif – Il Marketing di se stessi

Club Ti Centro invita a partecipare all’Aperitif Meeting

riservato ai Soci Club Ti Centro

Sai venderti bene? Sai essere persuasivo? Gli altri non ti vedono come un prodotto da vendere? E tu non riesci a venderti? Nel business, come nella vita privata, spesso la percezione che gli altri hanno di noi è più importante di come siamo veramente. Il problema è che a volte siamo percepiti in modo diverso da come siamo. C’è un disallineamento da come siamo a come ci vedono. E il nostro atteggiamento spesso determina il risultato o il fallimento delle nostre azioni. La domanda chiave del workshop è: gli altri come mi vedono?

OBIETTIVI

Il workshop sarà uno stimolo di crescita personale per capire come essere consapevoli di come gli altri ci vedono e di come allineare la percezione degli altri a come siamo, per ottenere ciò che vogliamo. Verranno dati spunti e suggerimenti di come diventare maggiormente consapevoli di come siamo e di come gli altri ci vedono, e di come adeguare il nostro atteggiamento alle circostanze per raggiungere i nostri obiettivi, anche attraverso metafore e aneddoti del mondo del business e dello sport. Perchè se è vero che l’abito non fa il monaco è anche vero il monaco senza abito potrà essere difficilmente riconosciuto e identificato come tale.

DESTINATARI

CEO, HR Manager, Imprenditori e professionisti, responsabili di reparto o di settore.

PROGRAMMA

IL MARKETING DI SE STESSI: GLI ALTRI COME TI VEDONO

DI

FRANCESCO DI BITONTO

Francesco Di Bitonto è un Facilitatore di processi relazionali, ovvero aiuta le persone in azienda, nel business e nella vita ad essere più efficaci con gli altri. La persona, con processi di consapevolezza accuratamente studiati per lui dal facilitatore, saprà cosa è meglio fare in quella situazione per raggiungere il proprio obiettivo: essere persuasivo, vendere, essere convincente, empatico, avere collaborazione, gestire un team con successo, esercitare la leadership. O anche mandare a quel paese, qualcuno, in modo efficace……! È un esperto di Marketing 3.0, e si occupa di applicare e sviluppare strategie comunicative interpersonali efficaci in azienda attraverso la gestione dell’emotività e del cambiamento interiore per aumentare la produttività individuale e migliorare la propria vendibilità. È un appassionato di gestione del tempo e aumento della produttività individuale e chi ha fatto i suoi corsi racconta cambiamenti radicali nella gestione della propria vita lavorativa e personale.

LOCATION

L’Antico Uliveto

Via Palazzo Rosso, 1

62018 – Porto Potenza Picena, (MC) Italia

Eventbrite - CLUBTI Aperitif - Il Marketing di se stessi: gli altri come ti vedono?

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Paolo Manocchi: l’economia delle relazioni e i valori in cui crediamo

In occasione della speciale serata dal titolo “Gli 8 valori che fanno volare” organizzata dal ClubTi Centro e dedicata ai suoi soci,  conosciamo più da vicino l’autore di questo format.

Paolo Manocchi, formatore professionista, coach e mental trainer di fama nazionale, inizia la sua attività come docente nei corsi di Tecniche di Memorizzazione e di Lettura Efficace. Parallelamente alla sua attività didattica prosegue la sua formazione personale e professionale con un Master in programmazione neuro linguistica ed uno in leadership relazionale presso la Suffolk University di Boston, specializzandosi nell’arte del parlare in pubblico. Il suo percorso professionale prosegue tra corsi in aula e formazione esperienziale. Nel 2002 dà vita agli “outdoor experience” , corsi che si svolgono in ambiente boschivo per far vivere alla persona un’esperienza al di fuori del suo habitat consueto, al fine di “prendere coscienza delle meravigliose risorse di cui disponiamo e del modo di utilizzarle nella vita di tutti i giorni.

L’impegno di Paolo Manocchi è caratterizzato da una convinzione profonda che “chiunque lo voglia, se ben indirizzato, possa sviluppare il proprio potenziale”. Docente alla Seat Corporate University , scuola di eccellenza del Gruppo Seat Pagine Gialle, ha realizzato per il Sole  24 ore il DVD sulla lettura esplorativa pubblicato nell’opera editoriale Master 24 Management & Leadership. Da oltre 10 anni svolge attività di life & business coaching e mental trainer, a stretto contatto con professionisti, manager, imprenditori di gruppi importanti.

Attraverso questa intervista, Paolo Manocchi ci parla della sua esperienza nel campo della formazione e mette in luce i valori che ogni giorno spingono ciascuno di noi verso il mondo e verso l’importanza della “sostenibilità delle relazioni”

Silvia Conti ClubTi Centro: Qual’è il compito o meglio oserei dire la missione di un life & business coach?

Paolo Manocchi: “Se volessimo utilizzare delle etichette, potrei definirmi coach, mental trainer e formatore comportamentale. Se volessimo utilizzare altri termini allora potremmo dire che mi occupo di aiutare, chiunque lo voglia, ad acquisire una maggior consapevolezza di come si possa evolvere la propria personalità per renderla più flessibile e a prendere coscienza, quindi, della possibilità di vivere una vita più appagante, gradevole e ricca di soddisfazioni personali e professionali. Il mio lavoro si articola in un’attività classica svolta in aula, interventi personalizzati di coaching e mental training, convegni, meeting e attività editoriale, come il dvd prodotto per Master24 sulle tecniche di lettura efficace, edito da ‘Il Sole 24 Ore’ nel mese di ottobre di quest’anno”. “L’attività d’aula consiste nei corsi di formazione che progetto per gli imprenditori ed il loro personale, sia dirigenziale sia impiegatizio, per le associazioni come la vostra o dell’artigianato e del commercio, per gli ospedali e le cliniche private in quanto sono accreditato presso Ministero della Sanità dove sono registrati i miei corsi che assicurano crediti formativi al personale sanitario. In generale possiamo dire che opero presso aziende industriali e di servizi, di piccole, medie e grandi dimensioni a carattere nazionale ed internazionale”.

Silvia Conti ClubTi Centro :In base alle tue esperienze professionali di formatore, docente, life & business coach quali gli stimoli e le riflessioni che provengono dalle persone che incontri, che più hanno segnato il tuo percorso di vita oltrechè professionale? Quali invece le difficoltà che hai incontrato?

Paolo Manocchi: Quello che mi ha sempre colpito nello svolgere questa mia professione è che la maggior parte delle persone, che in questi anni ho incontrato, siano esse state a bolzano o a palermo,  mi hanno dimostrato una “attitudine” mentale, che quindi diventa una abitudine comportamentale, rivolta alla cultura degli alibi, delle scuse.

Spesso in buona fede le persone, abituate a vivere una cultura basata sull’ansia negativa e sulla disistima, non credono di poter fare meglio di come fanno, non credono di poter cambiare, non credono di meritare una vita migliore.Ognuno di noi ha un potenziale straordinario, ma questa cultura e questa società, fa in modo sin dalla scuola che i ragazzi prima e gli adulti poi, non abbiano sufficiente forza e determinazione per credere profondamente in se stessi.

Difficoltà tante.Io sono partito da zero, mio padre ha fatto per 35 anni il primo timpanista dell’Orchestra Sinfonica della Rai a Torino ed insegnava al Conservatorio. Quindi non esisteva una tradizione di famiglia. Ho iniziato che avevo 20 anni. In aula prima di cominciare la giornata didattica le persone sedute mi chiedevano: “scusi quando arriva il docente? Immaginati l’espressione del viso di quello che si sentiva rispondere:  “è già arrivato. Sono io!” In questi 22 anni si è assistiti ad un leggero miglioramento rispetto alla considerazione che si dà alla formazione, ma siamo ancora distanti dal considerarla a tutti i livelli, scuola e azienda, una componente fondamentale della qualità del clima e della vita della società. Quindi da sempre la difficoltà di promuoverla nei comparti di riferimento, la difficoltà di portare in aula le figure apicali e di aspettarsi da loro che la applichino. La fortuna è che essendo sempre vissuto in “crisi” non l’ho mai avuta!!

Ma la passione e l’amore che provo nel pensare che anche solo una parola detta da me possa aiutare una persona a stare meglio, è la straordinaria forza che mi fa andare avanti ancora oggi con lo stesso entusiasmo di 22 anni fa.

Silvia Conti ClubTi Centro: Nell’ambito della tua attività ti trovi spesso a contatto con aziende, imprenditori, manager, professionisti, con i quali realizzi corsi di coaching aziendali ed interaziendali. Il Sole 24 Ore, Confindustria, Seat Pagine Gialle e molti altri ancora come ad esempio la Pattuglia Acrobatica Nazionale conosciuta come le Frecce Tricolori sono stati i tuoi interlocutori. Uno dei messaggi importanti che hai lasciato loro è che “le aziende crescono quando crescono le persone”, diventato poi il titolo di uno dei format e dei percorsi che offri. Cosa cercano oggi le imprese, i manager e i professionisti che si rivolgono a te e che ogni giorno si trovano ad affrontare un mondo economico, lavorativo e sociale non privo di ostacoli. Nello scenario attuale, quale è l’obiettivo di un percorso di coaching all’interno di un’azienda?

Paolo Manocchi: Oggi, il sistema relazionale che incontro nelle più diverse realtà professionali che frequento mi ha portato a fare alcune riflessioni che voglio condividere con chi ci legge. L’autorità, in senso lato, è in crisi. Mancano degli esempi fori, coerenti, valoriali, ai quali rivolgersi. E questo avviene a vari livelli, dall’istituzionale al culturale.

L’autoritarismo è in crisi, nonostante sia la leadership più diffusa in questa nazione. Comando io perché sono il capo! Funziona sempre meno, male e crea sempre più sacche di insofferenza relazionale.

L’autorevolezza è la strada da preferirsi, basata sulle conoscenze e sulle competenze del leader che diventa quindi un riferimento, un esempio. Ma queste non sono più sufficienti soprattutto in quei sistemi lavoro dove le “nuove leve” sono ampiamente più preparate del loro capo. Quindi per dare una risposta alla tua domanda, in azienda, quando a chiamarmi sono le figure apicali e organizzative gestionali, lavoro con loro sul “generare nuovi comportamenti” che aiutino soprattutto queste figure prima come persone e poi come professionisti. Tu puoi produrre comportamenti di qualità quando ti senti in equilibrio. E sull’autostima c’è ancora tanta strada da fare perché spesso si confonde che solo perché ricopri una certo ruolo tu sia capace anche di dar vita a relazioni funzionali. Purtroppo questa equazione non è così scontata. L’investimento sarà passare da manager a leader, da chi sa gestire mezzi e denaro a chi sa “ascoltare” le persone. Gli imprenditori più illuminati, sensibili e attenti comprendono quanto sia importante oggi parlare di “sostenibilità relazionale” all’interno delle loro aziende, frutto di un più ampio concetto conosciuto come “l’economia delle relazioni” . Lo so, niente di nuovo, ed è per questo che il dato dovrebbe far riflettere. Siamo ancora all’ABC dei rapporti interpersonali.

Silvia Conti ClubTi Centro: Tra i percorsi formativi e i meeting che Paolo Manocchi sta conducendo vi è “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”, un evento unico nel suo genere, attraverso il quale chiunque si trovi ad assistere non può non fare i conti con le proprie emozioni e con quello che è il motore della nostra vita e delle nostre azioni. Paolo Manocchi così ha risposto alla domanda su quale sia il senso di questo format chiamato “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”.

Paolo Manocchi: “La domanda da porsi è questa: “Perché la mattina, una volta sveglio, decidi di scendere dal letto?” Solitamente la prima risposta, che le persone danno, attende alla parte razionale del cervello, quello sinistro. Ma se lasciamo loro il tempo di farsi coinvolgere dalle emozioni che nascono dalle musiche e dalle immagini che ho scelto, dalle pause che sapientemente creo durante i miei interventi, allora abbiamo la possibilità che raggiungano la struttura psicologica profonda che attiva l’emisfero destro del cervello, quello emotivo. Ed è proprio l’emisfero destro che permette di scoprire quale degli ‘8 Valori che Fanno Volare’ è quello che profondamente li attiva la mattina e dà loro la forza di alzarsi dal letto ed andare nel mondo a portare il proprio contributo”. Gli ‘8 Valori che Fanno Volare’ parlano di noi, parlano di uomini e donne, di persone che tutti i giorni vivono una vita reale. Non dimentichiamo che la qualità della vita è permeata dai valori nei quali crediamo, che determinano le convinzioni che abbiamo, che condizionano le scelte dei nostri comportamenti.

Finché il lavoro è fatto da persone, le persone faranno sempre la differenza”.

Intervista a cura di

Silvia Conti

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