Consolidare o innovare?

Marchio positivo

Consolidare o Innovare? Nuovi scenari per le strategie ICT

Meeting del ClubTI Marche del 15 dicembre 2005

di Luca Bonadimani

“Nel suggestivo scenario della riviera del Conero, il 15 dicembre si è svolto il nuovo meeting del ClubTI Marche dal titolo “Consolidare o Innovare? Nuovi scenari per le strategie ICT.” All’evento hanno partecipato il dott. Rotunno di IBM, l’ing Negroni di Techedge, l’Ing. Bozzetti presidente FIDA, oltre a testimonianze di autorevoli IT manager soci del Club, da segnalare quella della dott.ssa Ruggieri di Cooperlat, che ha introdotto il progetto di Business Intelligence all’interno della sua azienda. L’evento è stato una importante conferma dell’interesse che gli esperti di tecnologia dell’informazione operanti nelle Marche continuano a mostrare per le iniziative proposte nel loro territorio.”

Vedi le foto dell’evento

Ad un’ampia panoramica iniziale di Pietro Berrettoni, presidente del ClubTi Centro e CIO Acraf Angelini, concentrata sul rapporto tra obiettivi ed aspettative del board aziendale ed operato del CIO è seguita la relazione dell’ing. Negroni, noto per essere stato punto di riferimento di SAP Italia per oltre dieci anni. La sua relazione si è focalizzata sullo stato dell’arte delle implementazioni ERP e sull’emergere del paradigma dell’integrazione, che sta diventando un leitmotiv anche in casa SAP, con la piattaforma Netweaver.

Questo paradigma cerca di rispondere al contesto ambientale in cui operano le aziende oggi, contesto caratterizzato dalla globalizzazione dei mercati e da confini sempre più sfumati tra l’azienda e il mondo esterno. Techedge, società attualmente guidata dall’ing. Negroni, si propone di aiutare le aziende nel processo di evoluzione verso architetture informatiche che consentano la gestione flessibile e adattabile di flussi informativi che trascendono i confini aziendali e permettono l’interscambio di informazioni corrette e in tempi rapidi con i partners. Quindi la mission dei nuovi integratori è la governance dei sistemi “AS IS” che partendo dalla condivisione del patrimonio di esperienze IT già presente in azienda, fa emergere in tutta la sua potenzialità il patrimonio di dati e relazioni implicite nell’infrastruttura applicativa già in esercizio. Si tratta allora di flessibilità nell’automazione e nell’integrazione di nuovi processi aziendali e in definitiva di rendere possibile la transizione verso un modello organizzativo evoluto. Una corretta politica di “IT Governance”, per Techedge, rappresenta il fattore abilitante al mantenimento del vantaggio competitivo delle aziende. In ambito SAP, la società offre servizi relativi al System & Application Management, all’ottimizzazione dei Roll-out, all’upgrade delle release, all’integrazione con altri package ed infine al merge ed all’ottimizzazione dei sistemi ed applicazioni in esercizio, oltre naturalmente all’advisoring ed all’auditing architetturale ed applicativo. Il dott. Rotunno di IBM, ha invece illustrato nel dettaglio la metodologia CBM BoIT, con cui i consulenti IBM affrontano oggi l’auditing architetturale ed applicativo, per determinare come governare e gestire le infrastrutture informatiche esistenti in azienda. IBM suggerisce di adottare un modello di auto-finanziamento delle iniziative evolutive IT che sfrutti la riduzione della spesa ottenuta con l’ottimizzazione dell’infrastruttura applicativa su selezionati componenti dell’infrastruttura, per finanziare nuove iniziative. Per raggiungere tale obiettivo la metodologia passa per un’analisi in grado di scomporre e classificare in moduli funzionali l’infrastruttura esistente e di individuare quali di questi moduli non rappresentano una funzione strategica e possono quindi essere esternalizzati. Il Cio si concentra quindi sull’identificazione delle strategie di sourcing e sull’autofinanziamento delle nuove iniziative. L’ing. Bozzetti, presidente FIDA e consulente Gea Lab, ha presentato una interessante sintesi dei temi sottesi all’ICT Governance, pratica e metodologia per il controllo e la direzione dell’ICT a garanzia del raggiungimento degli obiettivi aziendali. I tipici obiettivi dell’ICT Governance sono stati riassunti dall’ing. Bozzetti nell’allineamento dell’ICT con le strategia dell’Azienda, miglioramento dell’erogazione degli stessi servizi ICT agli utenti, responsabilizzazione del richiedente sulla realizzazione della richiesta e sul suo impatto tecnico ed economico, valutazione e bilanciamento rischi ICT, monitoraggio periodico e sistematico delle prestazioni e dell’uso. I principali elementi dell’ICT Governance per il raggiungimento degli obiettivi sono quindi le procedure, i processi, il Service Level Agreement (SLA) e l’architettura ICT. Quest’ultima in particolare è stata messa in risalto dall’Ing. Bozzetti, in quanto “urbanistica dei sistemi ICT”, come elemento chiave, che consente di assicurare la compatibilità dei sistemi, salvaguardare gli investimenti, rendere gestibile la complessità e l’eterogeneità, permettere uno sviluppo controllato e congruente con gli obiettivi di business. Tali funzionalità chiave della gestione dell’architettura ICT passano, sostiene Bozzetti, necessariamente attraverso l’integrazione di applicazioni e di dati e la standardizzazione, che dell’integrazione è condicio sine qua non. Sul secondo tema dell’incontro, il valore dell’ICT per il business dell’azienda, l’Ing. Bozzetti ha portato un importante contributo riassumendo i riferimenti generali della metrica definita dal ClubTI per la determinazione appunto del valore dell’ICT, ossia: l’apprezzamento dei Fattori Critici di Successo (FCS) dell’organizzazione, la valutazione del contributo dei processi aziendali ai FCS, la valutazione del contributo della ICT ai processi aziendali, la valutazione del contributo della ICT ai FCS e la misurazione del valore della ICT per la organizzazione. L’intervento della Dott.ssa Ruiggieri, Responsabile dei sistemi informativi di Cooperlat ha rappresentato un importante momento di confronto con un progetto di misurazione del ROI della Business Intelligence. Cooperlat, gruppo latteo-caseario italiano, ha chiuso nel 2004 con un fatturato di circa 180 milioni di euro e con un trend di crescita annuo del 5,4%. E’ sul territorio con 50 marchi attraverso i quali risponde alle esigenze di oltre 30.000 clienti. Il progetto di Business Intelligence rispondeva alla necessità di avere uno strumento di supporto decisionale in grado di consuntivare, organizzare e distribuire informazioni non disponibili in maniera organizzata sul sistema transazionale, uno strumento che fosse in grado di raccogliere ed elaborare i dati provenienti da sistemi fisicamente separati e fonti eterogenee e generiche. Il progetto ha permesso quindi di raggiungere importanti risultati quali la corretta attribuzione di costi e ricavi su prodotti e clienti, la valutazione dell’impatto di costi e condizioni contrattuali, analisi di profittabilità e dei risultati economici. Molte sono state le difficoltà superate nel corso del progetto, ad un iniziale grande scoglio, l’assenza di un sistema ERP, si sono poi aggiunti la mancanza di un modello organizzativo consolidato e la non totale codificazione dei dati da trattare. Il progetto è comunque andato a buon fine, grazie anche ad una sponsorship dei vertici che ha reso possibile l’impegno di tutta la struttura. Si sono infine determinati i vantaggi e la lezione appresa da tale sforzo progettuale, e rilevanti sembrano essere sia il miglioramento dell’efficienza e della produttività aziendale che la riduzione dei costi attraverso l’accentramento dei dati di gestione e la facilità di consultazione.

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